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DALLE RADICI AL DOMANI

13 Ottobre 2026
DALLE RADICI AL DOMANI

PER CELEBRARE IL 60° ANNIVERSARIO DI EUROFLORA IL FLOROVIVAISMO GUARDA ALLE NUOVE TECNOLOGIE AL SERVIZIO DEL VERDE URBANO PER LE CITTÀ RESILIENTI DEL FUTURO

L’apertura e i lavori della mattinata

Sessant’anni di storia, bellezza e visione botanica si sono dati appuntamento oggi al Centro Congressi del Porto Antico di Genova in occasione del convegno celebrativo “Radici nel Futuro: 60 anni di Euroflora per la nuova visione urbana”. L’evento ha riunito i massimi esponenti del florovivaismo internazionale, istituzioni, agronomi, architetti e ricercatori per definire il nuovo corso delle città, dove la natura cessa di essere semplice elemento decorativo e diventa un’infrastruttura vitale, tecnologica e sanitaria indispensabile per affrontare i cambiamenti climatici.

Aprendo i lavori della giornata, con la moderazione del direttore de Il Secolo XIX Andrea Castanini, il Presidente di Porto Antico di Genova S.p.A. Mauro Ferrando ha tracciato un ponte ideale tra la geniale intuizione dei padri fondatori Carlo Pastorino e Giuseppino Roberto — che nel 1964 guardarono alle Floralies belghe, le più antiche d’Europa — e le sfide odierne. Ferrando ha ricordato i numeri straordinari di tredici edizioni che hanno visto oltre 6 milioni di visitatori, 7.500 espositori globali e 6.500 concorsi, transitando dal quartiere fieristico ai Parchi di Nervi per tornare alle origini nel Waterfront di Levante firmato da Renzo Piano. Guardando con decisione al futuro e al motto “più verde per tutti”, il Presidente ha evidenziato il successo dell’edizione 2025, capace di generare un impatto economico stimato da Deloitte in 36,9 milioni di euro (29 milioni in Liguria) e un indice di gradimento record che sfiora l’87% altissimo, l’89,9% tra gli under 30. Lo sguardo si è quindi proiettato verso l’orizzonte del 2028 con il lancio ufficiale del nuovo bando di progettazione che avverrà nel pomeriggio.

Il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa ha parlato di Euroflora come un pezzo fondamentale dell’identità genovese dove, attraverso tredici edizioni, la città ha dimostrato il coraggio e la visione di sognare in grande, “Quella che alla prima edizione poteva sembrare un’intuizione pionieristica si è rivelata oggi un’operazione di estrema modernità. Euroflora si conferma e si prepara a continuare a essere vero e proprio laboratorio di idee, incubatore di buone pratiche e di progettazione”_

Euroflora è molto più di una grande esposizione – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari. Da 60 anni rappresenta un simbolo dell’identità ligure, capace di rinnovarsi e guardare al futuro nel segno della sostenibilità, portando nel mondo l’immagine di un territorio ricco di bellezza, passione e competenze all’avanguardia per il benessere dei cittadini e la sostenibilità, rinnovando un patto d’amore con la bellezza, l’ambiente e il futuro della comunità.”

“Ripercorrere questi 60 anni di Euroflora – ha affermato il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio rappresenta un’occasione per guardare alla Genova che vogliamo costruire, dal passato al futuro: promuovere la cultura del verde significa assumersi una responsabilità condivisa, attiva nel custodire ciò che abbiamo e coltivare ciò che lasceremo alle prossime generazioni. Per l’edizione 2028, temi quali sostenibilità e verde urbano saranno tutte componenti fortissime nella creazione di uno degli eventi più importanti del comparto florovivaistico: il mondo guarderà Genova mentre Genova guarderà al futuro, alla bellezza e all’innovazione per tutto il settore”

Il dibattito ha trovato un forte asse di confronto internazionale grazie all’intervento di Tim Briercliffe, Segretario Generale dell’AIPH (International Association of Horticultural Producers), che ha ribadito come le grandi esposizioni florovivaistiche mondiali rappresentino gli unici mega-eventi capaci di avvicinare concretamente le persone alla natura, stimolando la crescita verde, l’economia locale, il turismo e la creazione di posti di lavoro attraverso una rigorosa certificazione di sostenibilità e innovazione. Sulla stessa lunghezza d’onda, Pieter Toebaert, Direttore Generale delle Floralies di Ghent, ha rimarcato la transizione degli eventi da semplice mostra temporanea a ecosistema permanente di connessione tra i cittadini e il verde.

Un contributo centrale all’innovazione tecnologica e applicata è arrivato dall’Istituto Regionale per la Floricoltura (IRF) e dalla Regione Liguria con il direttore Fabrizio Acquarone, che nell’ambito del progetto Interreg Marittimo Prismamed 2 hanno presentato il prototipo della pergola verde. Questa infrastruttura leggera e sostenibile, pensata come modello per le amministrazioni, unisce una rigorosa selezione botanica costiera con essenze della macchia mediterranea resistenti alla salinità e a bassissima richiesta idrica, offrendo zone d’ombra intelligenti per aree portuali e lungomare fortemente cementificati riducendo al minimo l’uso delle risorse.

La dimensione scientifica e urbanistica della giornata è stata ulteriormente arricchita dagli interventi di Laura Gatti, agronoma paesaggista e progettista del Bosco Verticale di Milano, sull’evoluzione del paesaggio verso la multifunzionalità ecologica, e dai contributi di prestigiosi progettisti e accademici come Alessio Montanari dello studio Renzo Piano Building Workshop (RPBW) e Nicola Canessa per Genova Smart City, i quali hanno sottolineato l’importanza dei masterplan coordinati e del monitoraggio digitale e satellitare per misurare in tempo reale lo stress idrico e l’efficacia delle coperture arboree contro le isole di calore. Francesca Salvarani, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Genova, e Sabrina Diamanti, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Liguria, hanno ricondotto il dibattito agli obblighi europei del Nature Restoration Law e ai criteri agronomici di precisione necessari.

Nello stesso solco si sono inseriti gli interventi di Francesca Coppola, Assessora all’Urbanistica e Verde Urbano del Comune di Genova, la quale ha evidenziato come la rigenerazione urbana non si limiti a “rendere più verde” la città ma richieda di liberare suolo, aumentare la permeabilità e integrare il verde dentro politiche di giustizia sociale e accessibilità attraverso strumenti come il Piano del Verde, e di Giuseppe Sorrentino, Dirigente di Roma Capitale e già Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale, che ha portato al centro del confronto l’importanza strategica della pianificazione e dei Piani del Verde nelle grandi metropoli per svolgere pienamente la sua funzione di “cura” per la salute pubblica e la rigenerazione urbana.

Al termine dei lavori della mattinata il lunch curato da Genova Gourmet e il taglio della torta del 60° compleanno di Euroflora (v.foto)

I lavori proseguono nel pomeriggio.