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Euroflora ricorda il maestro Peppe Vessicchio

10 Novembre 2025
Euroflora ricorda il maestro Peppe Vessicchio

“In principio era il suono,” una lezione da ricordare, piante e musica un’armonia sorprendente

Aveva affascinato il pubblico di Euroflora la “lezione” del maestro Peppe Vessicchio a Genova durante l’ultima edizione di Euroflora.

“Era stato un dialogo affascinante – ricorda Mauro Ferrando, presidente di Porto Antico di Genova Spa – eravamo rapiti dalle rivelazioni sul sorprendente legame tra musica e mondo vegetale e dal suo modo coinvolgente di raccontare i suoi studi sul rapporto tra le piante e la musica. Lo avevamo scelto come ambasciatore di una nuova e crescente sensibilità nella ricerca di un’armonia tra uomo e ambiente, cifra della tredicesima edizione della manifestazione”. Insieme a Stefano Mancuso, Mario Tozzi e Federico Quaranta sono stati le voci più autorevoli della svolta intrapresa da Euroflora, da esposizione tradizionale a occasione di approfondimento di tematiche attuali, con un’attenta visione sui temi della ricerca e dell’innovazione.

In quel pomeriggio del 29 aprile aveva raccontato come la musica e le piante dialoghino in materia certificata, come le piante ascoltino grazie a una intelligenza e a sensori capaci di recepire le vibrazioni. Percependo l’equilibrio delle vibrazioni e la loro coerenza fisica, compiono una sorta di traduzione del segnale elettrico che diventa suono, suono che consente loro di dialogare con le altre piante, e con il sistema intorno, aveva spiegato il maestro.  “La musica di Mozart è la più indicata per generare effetti sulle piante, non per un fatto strettamente estetico ma essenzialmente per la sua estrema naturalità. Ne beneficiano anche le mie viti e il vino risulta migliore” – aveva aggiunto prima di concludere tra gli applausi: “Sono felice di vedere così tanta gente a Euroflora, un bellissimo segnale di speranza per tutti”.  

Aveva sorpreso per la sua disponibilità e la sua cordialità con i moltissimi che lo avevano fermato per un saluto, per una foto o semplicemente per stringergli la mano durante la sua lunga visita alla rassegna. “Ci eravamo ripromessi di ritrovarci per nuovi progetti – conclude Ferrando – ci mancherà”.